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15.01.2019 | Armadio Verde Team

Come fare Green shopping

 

Ogni volta che siamo indecise sul capo da comprare, ricordiamoci queste semplici regole per fare acquisti rispettosi

 

Se siete delle affezionate di Armadio Verde, ma anche se sono le prime volte che esplorate il nostro portale, saprete che cosa anima il nostro progetto. Il riuso, ovvero un'idea di economia che si fa circolare: significa che ogni capo che trovate sul nostro sito ha già avuto una vita. Ma grazie a voi, può averne una seconda. E chi lo sa, magari anche una terza, quarta.

La moda è uno dei settori meno sostenibili che esistano. Migliaia i marchi esistenti, migliaia le collezioni e i capi prodotti ogni mese. Una sovrapproduzione esasperata, dove spesso è la qualità a risentirne. Per questo Armadio Verde desidera dare un'ulteriore chance ai capi che sono stati comprati. Potrebbero piacere a qualcun altro, disposto a comprarli e a sua volta a proporne di propri. Da qui l'idea dello scambio. Che non è solo risparmio, ma anche rispetto per l'ambiente.

Quando vi trovate davanti a più capi e dovete sceglierne uno, se ne avete la possibilità, optate per quello più green. Che cosa significa “più green”? Ecco una piccola guida per capirlo e per comprare  con coscienza!

 

 

- tessuti sintetici e tinture chimiche. Alcune sostanze utilizzate per tingere i tessuti possono essere tossiche: contaminano le acque di scarico, che vengono poi immesse nell'ambiente. Non tutti i produttori hanno impianti di depurazione per evitarlo. Anche i tessuti sintetici possono rappresentare una minaccia per l’ecosistema. Esistono fibre, spesso derivate dal petrolio, la cui lavorazione produce gas nocivi. Il prodotto finale, poi, non è naturale e biodegradabile e rischia di irritare la pelle di chi lo indossa.

Cosa fare: leggere le etichette è l'unica alternativa. Imparare a interpretarle, assicurandosi che non omettano niente.

 

- fibre naturali. Ecco quello che dovremmo prediligere, se possiamo farlo. I tessuti naturali. Che hanno un impatto minore sull’ambiente, specialmente se le materie prime provengono da agricoltura biologica. Il lino, il cotone, la seta sono i più comuni. Addirittura si possono trovare tessuti naturali ottenuti dalla lavorazione di materiali organici di scarto, come le bucce degli agrumi, la crusca, completamente biocompatibili.

Cosa fare: ancora una volta, leggere l'etichetta. Assicurandosi quale sia la provenienza dei tessuti.

 

 

- equo e solidale è meglio. Il fast fashion contribuisce enormemente ai problemi legati alla moda.
Cosa fare: scegliere prodotti fatti per durare, di aziende che hanno a cuore la salute e le garanzie dei propri lavoratori. I brand equo e solidali sono una risposta, per esempio.

 

- riciclare, scambiare, smaltire correttamente. Ed eccoci al nostro cavallo di battaglia. Quando un capo non ci piace più, non è detto che sia arrivato a fine vita. Mai gettarlo nella spazzatura. Finirebbe nelle discariche per poi essere bruciato, producendo gas nocivi.

Cosa fare: donare. A un'amica che ha figli piccoli, a una parente che ha la vostra taglia, a chiunque vogliate. Oppure consegnateli alle associazioni di cui vi fidate, che li daranno a chi ne ha bisogno.  Oppure – eccoci qui! - scambiateli sul sito di Armadio Verde. In cambio, quando ci inviate qualcosa, ricevete le stelline con cui ottenere nuovi capi!