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04.04.2019 | Armadio Verde Team

Il colore che racconta di te

 

di Rossella Calabrò

 

Facciamo un gioco.  Immaginiamoci di essere un armadio. Dentro di noi, tra ripiani e cassetti, custodiamo moltissimi vestiti. Estivi, invernali, sportivi, eleganti. Da gran sera o da divano. Per non parlare di borse o di scarpe: così tante da rifornire un negozio.

Noi indossiamo sempre gli stessi capi, ovvio, perché siamo donne e le donne fanno così. Eppure, i vestiti, e tanti, li abbiamo. Tutti lì, dentro di noi, stretti stretti, nella penombra quieta delle nostre ante. Dove, a dire il vero, manca un po' l'aria.

Ora immaginiamo che un giorno, chissà perché, ci viene voglia di provare un abito color ciliegia. Siccome più tardi dobbiamo andare da una nostra vecchia amica e sappiamo che saremo noi due sole, lo indossiamo anche se ci spaventano un po' il colore, la forma, il tessuto, tutti elementi diversi dai soliti. Ma chissenefrega, non ci vedrà nessuno tranne lei.

E allora eccoci qua in un inedito rosso ciliegia. Ci sentiamo un po' diverse, un po' strane.  Quasi spaventate, certo insicure e spaesate. Eppure. Eppure lo metteremo altre volte, quell'abito. Perché? Perché abbiamo appena scoperto che lo preferiamo a quello nero sbiadito che abbiamo portato tutta la stagione. Tutta la vita, a ben guardare.

Siamo sempre noi, naturalmente. Eppure non siamo noi. Siamo rosso ciliegia, siamo nero sbiadito. Perché noi siamo l'armadio, non l'abito, e dentro di noi custodiamo un sacco di altri colori e modelli di noi stesse, appesi al bastone, piegati sugli scaffali, o appallottolati in un mucchio selvaggio sul ripiano in basso. Li abbiamo dentro dalla nascita, quei colori e quei modelli. Eppure in tutta la nostra vita ne abbiamo usati solo un paio, sempre per la paura di non piacere. Se piaccio in nero, meglio non cambiare, non osare.

Ma noi siamo l'armadio.

Noi siamo l'armadio. Noi siamo l'armadio. Noi siamo l'armadio.

Ricordiamocelo.

E' così che si cambia: non cambiando. Bensì, liberando parti di noi che avevamo rinchiuso, dimenticato o, più spesso, seppellito con cura.

Il cambiamento è dentro di noi. Non fuori, né tantomeno in qualcun altro. Bisogna solo aprire le ante e scegliere qualcosa che ci fa sentire bene.

Che poi, aprire le ante è un po' come aprire le ali, no?

Buon volo a tutte noi. <3

 

Liberamente tratto dal libro "Farfalle sullo stomaco" di Rossella Calabrò (EmmaBooks)

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