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30.06.2019 | Armadio Verde Team

Non si è mai troppo magre? Sbagliato. Non si è mai troppo libere

di Rossella Calabrò

 

Coco Chanel pare abbia detto: Non si è mai troppo magre.

A parte il fatto che la suddetta signorina, pace all'anima sua, l'ho sempre trovata odiosa, trovo anche che la frase sia altrettanto, se non di più, odiosa. Mademoiselle Chanel, scusi se la disturbo nell'aldilà, ma lei, nell'aldiqua, era piatta come una citofoniera. E allora per forza che le stavano bene i suoi tailleurini, i tubini, la quintalata di collane di perle sul décolleté. No, dico, ha mai provato ad appendere sette-otto collane di perle al collo di una che porta anche solo la quarantaquattro? Ehhh, sciura Scià, tutta quella mappazza di collane, a una donna che si alimenta normalmente, primo secondo e dolce, sta maluccio. Le perle si accasciano sul petto (e anche un po' sulla pancia satolla di lasagne, diciamolo) e si perde tutto l'effetto cascata di luce. No, perché le cascate scendono verticali, mica orizzontali come accadrebbe a noialtre.

Non è da tutte essere come Audrey Hepburn, col suo little black dress che le stava un incanto (ma Audrey non aveva il fisico da citofoniera, era comunque a suo modo formosa, scusi, sa, sciura Scià).

Comunque, mademoiselle, non è questo il punto.

Il punto è che, grazie a persone come lei, che, sì, hanno reso le donne libere da bustini, abiti troppo rigidi e costrizioni varie, ma hanno anche fatto della magrezza una condizione imprescindibile, qua ci sentiamo tutte grasse. A parte il pippone sulle modelle anoressiche che non faccio perché tanto lo sappiamo già, quel suo Non si è mai troppo magre ha fatto più danni del meteorite ai dinosauri. Non dico che sia proprio colpa sua, eh, sciura Scià. È colpa nostra che ci siamo fatte condizionare da una così solenne cazzata.

Da una ventina d'anni persino gli scienziati se ne sono accorti, di questa solenne cazzata a cui crediamo, e hanno coniato il termine Dismorfismo Corporeo, per indicare la percezione (errata, ossessiva, patologica) che il nostro corpo abbia qualche tremendo difetto estetico. Per esempio, è troppo grasso anche se portiamo una taglia trentotto scarsa e magari abbiamo l'aspetto di canarini denutriti. Ci guardiamo allo specchio e, zac, scatta il dismorfismo. E allora ci paludiamo in vestitoni informi, in golfoni oversize, e sulla spiaggia stiamo in costume solo da sdraiate. Se c'è da alzarsi mezzo secondo per andare a prendere un ghiacciolo, subito ci intabarriamo nel pareo a nascondere le cosciotte, simulando o un improvviso senso del pudore, o un improbabile attacco di freddo. Si sa che gli spifferi alle cosce sono micidiali, eh. Occorre coprirsi al primo alito di vento.

Sciura Scià, mannaggia a lei.

Sa cosa mi piacerebbe? Che tutte noi, noi che non siamo stiliste, che non abbiamo una casa di moda ma solo un armadio, e soprattutto che non siamo nell'aldilà e abbiamo una vita da goderci nell'aldiqua, inventassimo anche noi una frase che poi la citano su Wikipedia. Questa:  Non si è mai troppo libere.

 

Dica la verità, sciura Scià. Secondo me lì nell'aldilà ci sta pensando su anche lei, a questa cosa della libertà. Veda un po' se san Pietro tante volte ha una riserva nascosta nel frigo di lasagne da farle assaggiare. Poi ci fa sapere, eh?

 

P.S. La prova-costume non è una prova. Non è un esame. Non è nient'altro che una stronzata offensiva nei nostri confronti. Ecco, l'ho detto. Ciao a tutte.

 

 

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