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21.03.2019 | Armadio Verde Team

Second hand, qualcosa si muove

 

L'industria della moda continua a essere tra le meno sostenibili. Ma il numero di persone interessate al mercato del riuso cresce. Ecco come

 

Non è un segreto che l'industria della moda sia una delle più inquinanti al mondo. Ogni giorno le discariche si riempiono di indumenti dismessi, nei fiumi confluiscono ettolitri di acqua utilizzata per tingere i tessuti, pericolosa e dannosa. E poi ci sono le microfibre e microplastiche che vengono rilasciate quotidianamente negli oceani, senza contare lo sfruttamento del lavoro che ancora contraddistingue questo settore.
La necessità di importanti cambiamenti non è mai stata così grande e qui nel nostro blog di Armadio Verde ne abbiamo parlato moltissimo. Temi come l'economia circolare, il riuso, dare la possibilità ai capi di vestiario di avere una seconda vita, sono fondamentali per contribuire a rendere sostenibile il mondo della moda.

 

 

Ma le notizie positive iniziano ad arrivare: la consapevolezza di questi problemi sta finalmente portando a un lento ma necessario cambio di passo. Secondo uno studio del motore di ricerca Lyst, le pratiche di sostenibilità cominciano a essere diffuse. I numeri di Lyst dicono che nel 2018 le ricerche online di prodotti legati alla moda sostenibile sono aumentate del 66%. Si cercano soprattutto parole-chiave come "marchi etici" ed "econyl", oltre a "cotone organico". Ricerche più specifiche come "denim sostenibile" hanno prodotto un massiccio picco del 187% nelle pagine dei marchi che lo offrono.

 

A dare un contributo a questa importante causa sono, oltre ad alcuni degli stessi marchi che promuovono linee green, come Patagonia e Stella McCartney, anche le celebrità che utilizzano la propria influenza per sensibilizzare un numero crescente di persone. Su tutte ricordiamo l'attrice Emma Watson ma anche la Duchessa di Sussex. Indossano pubblicamente abiti che hanno già messo, promuovendo il loro comportamento.

 

 

È ancora presto per parlare di moda sostenibile ovunque, certo. Ma i problemi che derivano da una gestione sbagliata delle risorse sono sotto gli occhi di tutti e le recenti manifestazioni per porre l'attenzione sul climate change lo dimostrano. Molte più persone ora capiscono che è ora di agire.

 

Sempre il sito di Lyst mette in evidenza un'altra importante tendenza, legata questa volta al mercato del second hand, a cui Armadio Verde appartiene. Riguarda i prodotti di lusso con il logo ben in evidenza. Quella del monogram è una moda di cui abbiamo parlato spesso anche noi: piace sempre di più e coinvolge tutti i capi di abbigliamento che si rivestono coi loghi. Secondo Lyst c'è stato un aumento del 62% nei pezzi di logo vintage ricercati di marchi come Fendi, Dior e Louis Vuitton. Anche questa pratica può permettere a sempre più persone di avvicinarsi al tema.