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14.01.2021 | Armadio Verde Team

Tessuti ecosostenibili e innovativi!

 

 

Con il passare del tempo, i ritmi della vita assumono sempre di più dei toni incessanti. Tutto è sinonimo di velocità, chi rimane indietro è perduto. Questo succede nella sfera privata così come nei settori economici e commerciali mondiali.

 

 

Nel settore moda, ad esempio, che è quello che ci interessa di più, moltissimi brand impostano la propria strategia di produzione e vendita sul proporre sempre, a tempo di record, continue risposte alle domande di acquisto dei clienti sempre più in crescita.

 

 

Questo ciclo produttivo rapido e senza soste causa un lancio sul mercato di prodotti, sì a costi contenuti, ma non sempre di qualità e purtroppo decisamente impattanti per l’ambiente, rendendo il settore moda uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento globale.

 

 

Partendo dal presupposto che non tutti i tessuti sono sempre ecologici, molti esperti del settore e quindi molti brand hanno sfruttato una serie di filati totalmente biodegradabili per dar vita a tessuti altrettanto naturali. Scopriamo insieme quelli più innovativi!

 

 

Soybean Protein Farm, invece, grazie ad un processo di polimerizzazione riesce a trasformare la soia post oliatura in un tessuto di qualità, morbido, lucido e molto versatile. Gli scarti di tali tessuti, inoltre, non andranno sprecati ma, essendo naturali al 100%, verranno utilizzati come mangime.

 

 

Crabyon, a sua volta, sfrutta gli scarti dei crostacei che, miscelati con lana o cotone, danno vita ad un tessuto ecologico, permeabile all’aria ma non all’umidità. Questa fibra non consente la disidratazione e protegge dalle allergie e per questi motivi è utilizzata anche per la produzione di abbigliamento intimo, materassi o tessuti medici.

 

 

Corn Fiber sfrutta invece gli zuccheri del mais e da quel punto parte per la formazione di un tessuto lucido, morbido, resistente al calore e ai raggi UV anche se un po’ delicato.

 

 

Newcell Fiber, dal canto suo, sfrutta la polpa dei tessuti con molta cellulosa per fabbricare altrettanti tessuti privi di sostanze chimiche, resistenti e con un alto tasso di assorbenza del colore. Il primo abito ideato con un tessuto di questo tipo ha sfilato nel 2014 al Festival della Moda in Svezia.

 

 

Bionic Yarn, infine, parte da una fibra di plastica riciclata, poi avvolta in strati di poliestere, per formare un tessuto ecologico e resistente. La versatilità e la robustezza di questo filato lo rende molto apprezzato da molti brand del settore, i quali lo utilizzano per entrare a far parte della sfera di una moda etica che, abbracciando l’innovazione tecnologica della moda, è mirata alla tutela dell’ambiente.

 

 

Ricorda: per ridurre a zero l’impatto ambientale non è sufficiente soltanto scegliere materie prime naturali ma utilizzarle, inoltre, durante il processo produttivo in maniera ecocompatibile.

 

 

Scegli i prodotti dei brand che adottano questi metodi di lavoro e il pianeta te ne sarà grato!

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